AUTOMATISMI
Porte scorrevoli automatiche e sistemi motorizzati per ingressi residenziali e commerciali, uffici, negozi e strutture sanitarie: apertura automatica silenziosa, sicurezza antinfortunistica e funzioni di emergenza e antincendio.
Porte automatiche: come scegliere e cosa prevedere
Una porta automatica si sceglie su tre parametri: quanto passaggio libero serve, quante persone passano e quali obblighi di sicurezza ed emergenza ha quell’ingresso. Il resto — estetica, vetro, finiture — viene dopo, ed è la parte più semplice.
Qui sotto trovi cosa dice la norma di riferimento, come si dimensiona l’apertura, che sensori servono e cosa succede in caso di blackout o di allarme antincendio. Il nostro sistema MOVE lo trovi qui sopra, nella scelta del prodotto.
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Scegliere il sistema
Quando conviene una porta automatica
L’automazione ha senso dove il passaggio è frequente (negozi, uffici, cliniche, strutture ricettive), dove le persone passano con le mani occupate, e dove conta l’accessibilità : una porta automatica elimina di fatto una barriera architettonica.
C’è anche un motivo energetico: una porta che apre solo quanto serve e richiude subito limita gli scambi d’aria fra interno ed esterno, e su un ingresso molto usato la differenza si sente.
Il nostro sistema MOVE
MOVE è un’automazione per porte scorrevoli con meccanismo alto 100 mm, quindi poco invasivo anche su ingressi con architrave ridotto.
Copre fino a 2.000 mm di apertura libera e 2.400 mm di altezza di passaggio, con ante fino a 2×100 kg, velocità di apertura regolabile fra 100 e 150 cm/s, alimentazione 230 V e conformità alla EN 16005.
Una o due ante, e quanto passaggio serve
Con due ante l’apertura è più rapida a parità di luce, perché ogni anta percorre metà corsa: è la configurazione tipica degli ingressi principali. Con un’anta si risolvono passaggi laterali e ingressi stretti.
Per il dimensionamento, il riferimento pratico è la larghezza minima di passaggio prevista per l’accessibilità e la capienza del locale: su un ingresso pubblico conviene stare larghi, perché il flusso in uscita in caso di emergenza è il vincolo più stringente.
Sicurezza e normativa
Cosa richiede la EN 16005
La EN 16005 è la norma europea sulla sicurezza d’uso delle porte pedonali motorizzate. In sintesi richiede che la porta non possa urtare, schiacciare o intrappolare chi passa: si ottiene con sensori di presenza e di sicurezza sulle zone di apertura e chiusura, con la limitazione delle forze e delle velocità e con la protezione dei punti di trascinamento.
La conformità non riguarda solo il prodotto: dipende anche da come viene installato e regolato, e va mantenuta nel tempo con verifiche periodiche. Per questo installazione e manutenzione vanno affidate a personale qualificato.
Sensori: radar, fotocellule e sensori di sicurezza
Il radar di attivazione rileva il movimento e apre. I sensori di presenza mantengono la porta aperta finché qualcuno è nella zona di transito, ed evitano chiusure su persone ferme — bambini, anziani, chi si è fermato a parlare. Le fotocellule completano la protezione del vano.
La combinazione giusta dipende dal tipo di ingresso e dall’utenza: in una struttura sanitaria o in una scuola si sceglie una protezione più estesa rispetto a un ufficio.
Emergenza, blackout e antincendio
Vanno definiti fin dall’inizio due comportamenti: cosa fa la porta in mancanza di corrente (apertura automatica con batteria tampone, sblocco meccanico, o mantenimento della posizione) e cosa fa in caso di allarme antincendio, tipicamente aprendosi e restando aperta per il deflusso.
Se la porta è su una via di esodo, gli obblighi sono più stringenti e vanno verificati con il progettista antincendio: è l’aspetto su cui non si improvvisa.
Installazione, uso e manutenzione
Cosa serve per l’installazione
Serve un appoggio strutturale adeguato per la traversa, spazio laterale per lo scorrimento delle ante (o le ante a scomparsa nel controtelaio) e un’alimentazione 230 V dedicata nelle vicinanze del meccanismo.
Il vetro delle ante è stratificato o temprato di sicurezza, con marcature e segnalazione visiva sulle superfici trasparenti. Se l’ingresso è coordinato con altre soluzioni in vetro o con infissi in facciata, si allineano finiture e colori.
Modalità di funzionamento
Il selettore permette in genere di impostare: apertura bidirezionale, solo uscita, apertura parziale (utile d’inverno e per il passaggio di poche persone), porta bloccata e sempre aperta.
L’apertura parziale è l’impostazione più sottovalutata: riduce gli scambi termici e l’usura del meccanismo su ingressi molto frequentati.
Manutenzione periodica
Su una porta automatica la manutenzione non è facoltativa: va programmata con periodicità in funzione dell’intensità d’uso, e comprende verifica dei sensori e delle forze, controllo di cinghia, carrelli e guide, prova delle funzioni di emergenza e aggiornamento del registro degli interventi.
Una porta regolata bene consuma meno, fa meno rumore e dura molto di più. Seguiamo l’assistenza sugli impianti che installiamo.
Costi e agevolazioni
Da cosa dipende il prezzo
Incidono la luce di passaggio, il numero di ante, il peso e il tipo di vetro, il set di sensori richiesto, le funzioni di emergenza e antincendio, la batteria tampone e le finiture dei profili.
Vanno messe a preventivo anche le opere di predisposizione — appoggio della traversa, alimentazione elettrica, eventuale adeguamento del vano — e il contratto di manutenzione.
Detrazioni e IVA
L’installazione di una porta automatica su un edificio esistente può rientrare, in quanto intervento di eliminazione delle barriere architettoniche, fra le spese detraibili per il recupero del patrimonio edilizio. Attenzione invece al bonus barriere architettoniche al 75%: dal 2024 è stato ristretto a scale, rampe, ascensori, servoscala ed elevatori, quindi va verificato se il singolo intervento rientra ancora.
Se i lavori sono inquadrati con SCIA, CILA o permesso di costruire su un’abitazione non di lusso, la fornitura con posa può essere fatturata con IVA al 10%; su immobili non abitativi — negozi, uffici, strutture ricettive — l’aliquota resta di regola al 22%. Il modulo di autocertificazione e la procedura sono nella guida della sezione outdoor.
Indicazioni di carattere generale aggiornate a settembre 2026: la detrazione applicabile e l’aliquota vanno sempre verificate con il tuo commercialista.
Domande frequenti
Che cos’è la norma EN 16005?
È la norma europea sulla sicurezza d’uso delle porte pedonali motorizzate: impone sensori di presenza e sicurezza, limitazione di forze e velocità e protezione dei punti di trascinamento. Riguarda prodotto, installazione e manutenzione.
Quanto può essere larga una porta automatica?
Il sistema MOVE copre fino a 2.000 mm di apertura libera e 2.400 mm di altezza di passaggio, con ante fino a 100 kg ciascuna.
Cosa succede se manca la corrente?
Dipende da come viene configurata: apertura automatica con batteria tampone, sblocco meccanico o mantenimento della posizione. È una scelta da fare in fase di progetto, soprattutto se la porta è su una via di esodo.
Si può lasciare aperta solo a metà ?
Sì, l’apertura parziale è una delle modalità del selettore. È utile d’inverno e sugli ingressi molto frequentati, perché riduce gli scambi termici e l’usura del meccanismo.
Ogni quanto va fatta la manutenzione?
La periodicità dipende dall’intensità d’uso e va programmata: comprende verifica di sensori e forze, controllo degli organi di movimento e prova delle funzioni di emergenza, con registrazione degli interventi.
Va bene anche per una struttura sanitaria?
Sì, è una delle applicazioni tipiche, insieme a negozi, uffici e strutture ricettive. In ambito sanitario si adotta di norma un set di sensori più esteso e si definiscono con attenzione le funzioni di emergenza.
L’installazione è detraibile?
Può rientrare fra gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche detraibili per il recupero edilizio; il bonus specifico al 75% è invece limitato dal 2024 a scale, rampe, ascensori, servoscala ed elevatori. Verifica il tuo caso con il commercialista.
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